giovedì 23 agosto 2012

Rudolf Carnap


Rudolf Carnap (1891 – 1970), filosofo tedesco, professore a Vienna, fu autore de La costruzione logica del mondo, del 1928; de La sintassi logica del linguaggio, del 1934; de La fondazione della logica e della matematica, del 1939; de I fondamenti logici della probabilità, del 1950 e de I fondamenti filosofici della fisica, del 1966.
L'opera di Carnap intende risolvere la filosofia nella logica della scienza e, in maniera più specifica, vuole dissolvere qualsiasi pretesa di riportare la scienza e i suoi procedimenti a problematiche di tipo metafisico. Queste argomentazioni vengono affrontate e chiarite nel saggio Il superamento della metafisica, del 1932, mediante l'analisi logica del linguaggio. In esso Carnap sostiene che vi sono due specie di proposizioni dotate di senso:
  1. quelle proposizioni che sono sempre vere in virtù della sola forma. Tali proposizioni non asseriscono nulla intorno alla realtà, e si configurano essenzialmente come formule della logica e della matematica;
  2. quelle proposizioni empiriche che appartengono al campo delle scienze sperimentali e che sono riconducibili alle proposizioni che registrano i singoli fatti dell'esperienza (le cosiddette “proposizioni protocollari).
La metafisica non vuole limitarsi ad enunciare né proposizioni analitiche né proposizioni appartenenti alla scienza empirica. Per tale motivo si trova costretta ad utilizzare parole prive di ogni tipo di controllo. Parole che Carnap definisce “gusci vuoti”. Ciò perché hanno perso il loro contenuto originario senza che sia possibile darne uno nuovo. La metafisica, quindi, rimane un'attività impossibile, le cui proposizioni sono prive di senso perché mirano al raggiungimento di una impresa impossibile, ossia quella di acquisire una conoscenza per principio inaccessibile alla scienza sperimentale.
La filosofia, pertanto, può continuare ad esistere solo come metodo di analisi logica del linguaggio. Ciò che va al di là dell'analisi logica è solo un modo errato di esprimere sentimenti. Le emozioni e i moti dell'animo, infatti, hanno come corretta forma di espressione l'arte, e soprattutto la musica, la quale è la forma di espressione artistica più di ogni altra affrancata da ogni tipo di riferimento oggettivo.
Per tali motivi Carnap giudica i metafisici come “musicisti privi di capacità musicali”.
Nell'opera La costruzione logica del mondo, del 1928, Carnap afferma la necessità di valorizzare in filosofia (al fine di darle lo statuto di disciplina scientifica) i risultati della nuova logica, ossia di quella logica nata in seno alla profonda crisi dei fondamenti della matematica. Questo vuol dire impostare il problema della gnoseologia come problema della progressiva riduzione di una conoscenza all'altra. In altre termini, bisogna “costituire” dei concetti derivandoli da pochi concetti fondamentali. Concetti che bisogna collocare in un “albero genealogico”, dove ogni concetto trova il suo posto determinato. Alla base della “costituzione” si ha il presupposto (più tardi da Carnap rifiutato) del “solipsismo metodologico”, ossia il fatto che il controllo di un qualsiasi enunciato veniva ricondotto, in ultima analisi, alla esperienza vissuta da ciascuno; sulla base della quale soltanto è possibile comprendere quella altrui. In seguito Carnap adotta il fisicalismo ed risolve il problema dell'analisi del linguaggio con l'analisi delle sue strutture intersoggettive. Si sviluppa in tal modo il programma di una “sintassi logica” del linguaggio della scienza. Tale programma interessa totalmente la filosofia, la quale deve stabilire le regole formali di un certo linguaggio precisando le loro conseguenze circa la formazione e la trasformazione delle proposizioni. Tutto questo lavoro deve sottostare al quadro convenzionalistico rispondente al  principio di tolleranza”, secondo cui il compito del logico non è quello di porre divieti, bensì quello di stabilire delle convenzioni. In altre parole, come afferma Carnap, “in logica non vi sono morali”, ognuno è libero di costruire la propria logica, purché sappia indicare in maniera chiara il proprio metodo e suggerisca regole sintattiche, e non argomenti filosofici. Carnap stesso, nell'opera Sintassi logica del linguaggio, costruisce due tipi diversi di linguaggio.
Gli ultimi lavori di Carnap indagano sempre il problema del metodo, focalizzando l'attenzione su quello induttivo in logica e sul diverso significato del concetto di probabilità, a seconda che sia fondato matematicamente in modo statitistico o induttivamente in base a ipotesi fondate su elementi probatori.

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