martedì 17 luglio 2012

Claude Henri de Saint-Simon


Claude Henri de Saint-Simon, pensatore politico francese (1760-1825), dopo aver seguito la carriera militare, che lo portò a partecipare anche alla guerra d’Indipendenza americane, dalla fine del secolo si dedicò interamente alla filosofia ed in particolare ai problemi poltico-sociali, lasciando numerose opere tra cui : L’introduzione ai lavori scientifici del XIX secolo, La riorganizzazione della società europea, Il sistema industriale, Il Catechismo egli industriali, Il nuovo Cristianesimo. Muovendo dall’idea illuministica ed enciclopedista dell’unità del sapere in quanto fondato sulla scienza, Sant-Simon operò in primis una ricerca di una sintesi scientifica unitaria che abbracciasse non solo la natura ma anche l’uomo, e successivamente andò sempre più concentrando i suoi interessi sulla storia, la vita politica e sociale. Così all’epoca del Congresso di Vienna, auspicò la formazione di un unico governo per tutta l’Europa come una unica garanzia di pace e di ordine, sostenendo però che tale governo doveva essere retto non dai diplomatici o dai politici, ma dagli industriali. Uno degli aspetti più caratteristici della dottrina di Saint-Simon è la rivendicazione dell’importanza, anche politica e sociale, della scienza e della industria. Importanza di cui si devono trarre tutte le conseguenze anche sul terreno istituzionale; così un consiglio industriale dovrà sostituire tanto le forme ormai superate di governo aristocratico e feudale, quanto le nuove forme di governo imposte dai rivoluzionari metafisici, incapaci di ordinare in modo organico la vita economica e sociale. A questo ideale di rinnovamento sociale, secondo Saint-Simon, deve portare il contributo anche il Cristianesimo, depurato da tutte le sue forme istituzionali e confessionali, e riportato al semplice precetto evangelico dell’amore reciproco tra gli uomini. 

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