venerdì 20 luglio 2012

Iohn Stuart Mill


Iohn Stuart Mill nasce a Londra il 20 maggio del 1806. Muore ad Avignone l’8 maggio del 1873. La sua opera più importante è Il sistema di logica deduttiva e induttiva (1843). Del 1848 sono I principi di economia politica con alcune applicazioni alla filosofia sociale. Del 1854 è il saggio Sulla libertà, del 1861 sono le Considerazioni sul governo rappresentativo e del 1863 è Sull’utilitarismo. Nel 1865 pubblica l’Esame critico della filosofia di Sir William Hamilton. Nel 1867 pubblica la Soggezione delle donne, dove rivendica l’uguaglianza giuridica delle donne. Postumo si ha la sua Autobiografia e del 1874 Tre saggi sulla religione.
La sua filosofia è una grande ripresa della tradizione empiristica inglese, ed, infatti, egli critica ogni forma di sapere e di filosofia metafisica che pretenda di fondarsi su un a priori o sulla pretesa di una conoscenza intuitiva di una realtà assoluta, posta al di là dell’esperienza e dell’osservazione.
Nel Suo sistema di logica induttiva e deduttiva, dopo avere studiato il rapporto tra pensiero e linguaggio, come punto di partenza di qualsiasi logica, Mill affronta il significato e l’utilità del sillogismo. Da una parte egli, da buon empirista, afferma che il sillogismo è la forma principale di ragionamento ma nega che esso possa essere apportatore di nuove verità, ossia di verità universali che non sarebbero già esse stesse il risultato dell’esperienza. Per Mill l’aspetto positivo del sillogismo consiste nel fatto che in quanto capace di generalizzare i casi particolari, è uno strumento di grande utilità nella ricerca scientifica. Sarebbe infatti infruttuoso per qualsiasi ricerca dovere ogni volta ripercorrere tutti i casi particolari. La premessa maggiore di un sillogismo è una proposizione generale nata dalle particolari osservazioni, la conclusione è un’inferenza non derivata dalla formula, ma secondo la formula. In cio consiste il metodo induttivo. Di grande rilievo è anche l’importanza della legge di causazione universale, anch’essa derivata dall’esperienza e consistente nell’ammettere l’invariabilità di successione di certi fatti di natura.
Stabiliti i punti fondamentali dell’induzione Mill propone l’adozione di quattro metodi congiunti per stabilire le leggi invariabili:
  1. Metodo della concordanza: che consiste nel confrontare i diversi casi in cui si verifica un fenomeno. Se due o più casi del fenomeno hanno una circostanza in comune; tale circostanza è la causa o effetto del fenomeno dato;
  2. Metodo della differenza: due o più casi di un fenomeno hanno caratteristiche simili, ma si differenziano per una circostanza. Tale circostanza è l’effetto o la causa o una parte indispensabile della causa di un fenomeno;
  3. Metodo dei residui: consiste nel togliere da un fenomeno quella parte, che da dimostrazioni precedenti, si sa essere l’effetto di certe conseguenze già verificate. Ciò che ne rimane, il residuo, è l’effetto di altre cause che erano state precedentemente trascurate;
  4. Metodo della variazioni concomitanti: secondo cui ogni fenomeno che cambia in una qualche forma, ogni volta che varia in una qualche forma anche un altro fenomeno, ò è un effetto di quel fenomeno o vi è connesso ad esso per un qualche causazione.
Grazie a tale studio Mill elabora una vera e propria logica delle scienze morali, che muove dal dilemma tra libertà e necessità. La sua posizione è intermedia tra il rigido determinismo e il libero arbitrio. Ciò significa che lui ammette che le azioni dipendono dalle condizioni esterne e interne, ma tra queste condizioni c’è anche la possibilità e il desiderio di volere modificare il proprio carattere e quindi anche le proprie azioni. È pertanto lecito iniziare uno studio scientifico della natura umana e della vita morale, che deve prendere le mosse dalla psicologia, la quale deve individuare le leggi che regolano la mente, a cominciare da quella che associa le impressioni e le idee. Sulla base di queste leggi si può fondare una nuova scienza, l’etologia o scienza del carattere.
L’etologia, che corrisponde all’atto educativo in quanto comprende la formazione sia del carattere nazionale o collettivo, sia di quello individuale, enuncia delle leggi vere e proprie; e pertanto l’etologia diviene scienza esatta della natura umana. È da dire, però, che tali leggi, sebbene hanno carattere scientifico, sono leggi soltanto ipotetiche e che affermano tendenze e non fatti. In altre parole, tali proposizioni asseriscono solo tendenze e non garantiscono il fatto che siano universalmente valide, sono degli axiomata media come diceva Bacone. Un esempio può essere dato dal fatto che mentre la proposizione: La forza fisica tende a fare divenire gli uomini più coraggiosi, è una legge universale, la proposizione: La forza fisica li rende sempre coraggiosi non è una proposizione scientifica. Alla scienza dell’uomo in quanto individuo segue la scienza dell’uomo in società, la sociologia, ovvero scienza delle azioni delle masse e dei vari fenomeni che costituiscono la vita associata. Secondo Mill tutti i fenomeni della società sono fenomeni della natura, e in quanto tali si possono individuarne le leggi, come conseguenza delle leggi del pensiero, del sentire e dell’agire umano. Nelle scienze sociali le cause sono però molte più innumerevoli delle altre scienze, come l’astronomia, inoltre tale leggi cambiano continuamente. Ciò non significa che la scienza sociale è di scarsa utilità, perché è già molto importante data una certa condizione sociale di un paese, capire quali siano state le cause che hanno determinato il modo in cui la società si configura, e poi si possono anche prevedere i prossimi effetti e capire quali di questi siano inevitabili. Per la buona riuscita della ricerca però bisogna evitare di utilizzare due metodi erronei. Essi sono:
  1. metodo chimico: tale metodo presuppone che quando gli uomini si uniscono tra di loro diventino un qualcosa di diverso dall’originario, così come idrogeno e ossigeno insieme danno vita ad una sostanza diversa che è l’acqua. È un metodo praticato soprattutto dai politici, i quali non si fanno guidare dalla scienza e vanno per analogie generiche, per cui, per esempio, si dice che la proibizione di importare merci dall’estero porti necessariamente il benessere nazionale perché durante tale proibizione l’Inghilterra godette di sviluppo economico.
  2. Metodo astratto o geometrico: praticato soprattutto dalle persone di mentalità scientifica, dimenticano che la scienza sociale differisce dalle altre per una maggiore complessità e quantità di cause.
A questi due metodo Mill contrappone quello deduttivo concreto che assume come modello quello delle scienze fisiche più complesse che ricercano più cause e li ricompongono tra esse.
Mill inoltre venne influenzato dall’utilitarismo di Bentham. Egli asseriva che l’uomo è sottoposto a due padroni sovrani, il piacere e il dolore e quindi l’unico effettivo criterio di valutazione delle azioni umane è il calcolo matematico della quantità di piacere e di dolori conseguente a certe scelte e a certe azioni. Ciò non significa che Mill sia per una sorta di egoismo o per un’etica edonistica, egli infatti distingue i piaceri in base alla loro qualità, per cui dice che è meglio essere un uomo insoddisfatto, piuttosto che un porco soddisfatto. Pertanto, la felicità individuale coincide con la felicità collettiva. Compito dello stato è quindi quello di salvaguardare le minoranze e di evitare le sopraffazioni reciproche, inoltre si ha bisogno di un governo con un sistema elettorale proporzionale che garantisca a tutti libera espressione. Inoltre l’individuo deve essere salvaguardato anche dalla maggioranza, ovvero non deve avere imposto costumi e idee, come spesso avviene. 
Jeremy Bentham (1748-1832), filosofo inglese di orientamento illuministico ed empiristico, si occupò di problemi morali, politici e giuridici. Tra le sue opere principali abbiamo l'Introduzione ai principi della morale e della legislazione del 1789 e l’opera postuma Deontologia e scienza dell’umanità del 1834.

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