giovedì 6 marzo 2014

Lo sviluppo delle nazioni

Sino all'anno mille il Cristianesimo aveva costituito un legame comune. Nel quattro secoli successivi esso venne meno e i popoli europei iniziarono a separarsi in maniera netta. Nel corso del XII secolo alcuni potenti regnati avevano fondato con la forza nazioni quali la Danimarca, la Norvegia, la Svezia, la Polonia, l'Ungheria e l'Inghilterra. Spesso, il sovrano per mantenere il potere conquistato doveva continuare a combattere. Egli, infatti, solo nominalmente era il capo militare, il giudice supremo e il più grande proprietario terriero. Il suo governo era minato dai feudatari e vincolato all'aiuto militare di essi. I nobili, consapevoli della loro forza, avanzavano spesso delle istanze al re. In Inghilterra i baroni costrinsero nel 1215 il re Giovanni a firmare la Magna Carta, un documento che garantiva ai nobili detrminati diritti e privilegi. Inoltre, i re dovettero fare i conti anche contro il potere ecclesiastico, che tra gli imperatori ed i papi portò a delle vere lotte.
Nonostante le istanze dei nobili e del papato, alcuni sovrani riuscirono ad accrescere il proprio potere. È il caso del re di Francia Filippo Augusto (1180-1223) che si rese libero del potere nobiliare creando un proprio esercito che finanziò con le tasse.
Una volta che un sovrano stabilizzava il proprio potere in patria, era logico che iniziasse ad allargare le proprie mire espansionistiche al di fuori di essa.
Molti di questi conflitti medievali sorsero per questi motivi. Un esempio ci viene offerto dalla battaglia tra Francia ed Inghilterra. Dopo che i Normanni conquistarono l'Inghilterra, il loro potere si estendeva nell'isola Britannica e nella Francia settentrionale. Nel XIII secolo i re francesi possedevano meno territorio di quello inglese. Da ciò derivò la guerra dei cento anni (1338-1453). alla fine di essa il re di Francia rimase l'unico signore del suo paese. Mentre alcuni sovrani combattevano tra loro, altri cercavano di riconquistare quelle regioni che erano finite nelle mani degli eretici. In Spagna i sovrani cristiani del nord iniziarono a scendere per liberare le zone del sud dagli islamici. Nel 1238 quasi tutta la Spagna era tornata nelle mani dei sovrani di Castiglia, Aragona e Portogallo. Nel 1479 un matrimonio reale aveva unito i regni di Aragona e di Castiglia, gettando le basi per la nascita della futura Spagna. Nel 1492, con la caduta di Granata la riconquista venne del tutto terminata. Nel frattempo (1227-1228) era iniziata in Europa una sorta di crociata da parte dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici. Essi avevano l'intento di convertire alla religione cristiana i non credenti e dal Sacro Romano Impero si spinsero ad est in Prussia, sino alle rive del Mar Baltico, dando vita a fiorenti comunità tedesche.
A quel tempo si stavano avendo delle grandi trasformazioni nell'Europa orientale: nel XIII secolo i Mongoli penetrarono nella Russia e si spinsero sino alla Germania. Questo popolo asiatico iniziò a detreggiare con la morte del Gran Khan, nel 1241. Solo nel 1480 il territorio venne del tutto liberato dai Mongoli. Sempre nel 1300 gli Ottomani iniziarono la conquista dei territori bizantini dell'Asia Minore. Nel 1350 avevano fatto propria l'Europa orientale e nel 1453 presero Costantinopoli. Nel Sacro Romano Impero ed in Italia si ebbero dei problemi interni. I feudatari ed i nobili non avevano permesso che la Germania si sviluppasse in maniera unitaria e in Italia le contese regionali avevano lasciato la nazione divisa in  tre parti:
1. le indipendenti città commerciali del nord;
2. il territorio papale del centro;
3. il sud, conteso tra gli Arabi, i Normanni, i Tedeschi ed i Francesi.
Da queste guerre e battaglie medioevali si ebbero l'emergere di quattro nazioni: Inghilterra, Francia, Portogallo e Spagna. 

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